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martedì, agosto 28, 2007

NAPOLI CHE MUORE (71): Il ciclo del desiderio.

Quand'ero piccola per un anno desiderai una bicicletta. La figlia del portiere ne aveva una vecchiotta, e ogni tanto me la prestava per farci il giro del palazzo. Ma i miei non volevano comprarmela:"Dove ci vai? Non ci sono pianure. E poi il traffico." Io vissi quel diniego come un insulto. Mi sentivo offesa. Criticavo, invidiandoli, i profumi francesi di mia madre. E spensi la voce. Per un anno mi parve d'essere prigioniera di due che non mi capivano. Ne avevo una tale voglia, di quella bicicletta, che tutto il resto si offuscò intorno a me. Fuggii nei libri, per non parlare ed ascoltare. Ridussi il cibo e diradai le docce. Feci una guerra rancorosa e inutile.
Poi venne un giorno in cui arrivò un corriere che portava un pacco. I miei guardavano stupiti il mio nome sulla ricevuta che mio padre firmò.
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C'era una bici pieghevole nell'involucro. Una bici fatta costruire apposta per me, in alluminio, da uno zio che aveva un'industria aeronautica. "Non dar retta a quei due balenghi" mi scriveva nella lettera che accompagnava il dono "e goditi la vita." I balenghi mi guardavano straniti. Quello zio ricchissimo, energico e stravagante li aveva sempre messi in soggezione. Poi mia madre reagì:"Ma come si permette quel microbo improduttivo?" alludendo al fatto che lo zio non aveva avuto figli. Mio padre invece si rifugiò in una dignitosa autorità:"Se proprio vuoi, puoi tenerla" disse.
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Ma io non la volevo più. Dopo quella vittoria sul campo m'era passata la voglia. E la regalai alla figlia del portiere che in cambio mi diede un po' di lezioni sessuali. E per la prima volta, avendoli sconfitti, provai una sincera compassione per i miei. In più, la caduta di quel desiderio fu per me la liberazione dal carcere della passione.
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Più tardi lo ritrovai nel moto parabolico dell'orgasmo. E scoprii che è inutile misurare la distanza costante dei fuochi dell'ellisse, perchè nulla potrà mai cambiarla. Occorre che si fondano, per trascendere il limite che li circoscrive. Questo però non mi ha impedito nella vita di perdere un sacco di tempo. E a volte mi capita di perderne ancora.