da:"Padri e figli" di Ivan Turgenev.
Katja guardò Arkadij con uno sguardo serio e chiaro e, dopo lunga riflessione, con un impercettibile sorriso, disse:
"Sì"
Arkadij balzò su dal sedile.
"Sì! Avete detto sì, Katerina Sergeevna! Che significa questa parola? Che io vi amo, che voi mi credete...oppure...oppure...non oso terminare la frase."
"Sì" ripeté Katia, e stavolta egli la comprese. Afferrò le sue grandi belle mani e, soffocando dall'entusiasmo, se le strinse al cuore. Si reggeva a stento in piedi e ripeteva solo:"Katja, Katja..." mentre ella ruppe in un pianto innocente, ridendo piano ella stessa delle proprie lacrime.
Chi non abbia visto tali lacrime negli occhi della creatura amata, non può ancora aver provato fino a che punto, tutto sospeso nella gratitudine e vergogna, possa essere felice un uomo sulla terra.
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martedì, settembre 11, 2007
NAPOLI CHE MUORE (77): lacrime
Pubblicato da
Ueuè
alle
7:00 PM
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