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venerdì, agosto 03, 2007

NAPOLI CHE MUORE(63): Incongruenze

Ho riesumato una storiella che raccontava mio nonno e che adesso è di un'attualità sconcertante:

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Un signore entra nello scompartimento d'un treno dove c'è un solo posto libero. Dopo essersi accomodato tira fuori un foglio di giornale, lo stende a terra tra le gambe dei viaggiatori e ci fa i suoi bisogni. Poi appallottola il tutto, apre il finestrino e lo getta fuori. Dopodichè caccia fuori una sigaretta e domanda:"Disturba il fumo?" E i viaggiatori che fino a quel momento avevano assistito impassibili e serafici, si alzano indignati e gridano:"Siii! Qui è proibito fumare!"

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Questa barzelletta, piuttosto pecoreccia, esprime tuttavia molto bene l'incongruenza in cui siamo costretti a vivere. E ciò che ai tempi di mio nonno poteva apparire comico, oggi assume valori diversi. Eccone alcuni esempi:

Il governo ha varato la legge che punisce chi guida in preda ai fumi dell'alcool. Pene fino ad un massimo di 6.000 euro, tre mesi di carcere e sospensione fino a 2 anni della patente, in caso di riscontro di alto tasso alcolemico.

E va bene, era ora, siamo in ritardo di decenni rispetto ad altri Paesi.

Ma:

Per chi guida in stato di alterazione psico-fisica per assunzione di droga, multa sino a 4.000 euro e arresto sino ad un massimo di tre mesi con possibilità di sostituire la detenzione con servizi sociali.

Siamo alle solite, chi si sbronza è più penalizzato di chi si droga. Ma perchè?

Qualcuno può dimostrare che chi è in preda ai fumi dell'alcool è più pericoloso di chi è in preda ai fumi della droga? Non sono pericolosi entrambi nella stessa misura essendo in balia di una coscienza alterata?

In più:

Una sentenza di Cassazione stabilisce che lanciare a chiunque un bel vaffanculo non costituisce reato.

Ma:

Non azzardatevi a dire a qualcuno che vi fa schifo perchè un'altra sentenza di Cassazione ha stabilito che trattasi di ingiuria offensiva.

Mi sento molto confusa.