martedì, settembre 25, 2007

NAPOLI CHE MUORE (84): Lo specchio.

Un pazzo andava in giro cercando la pietra di paragone. Coi capelli arruffati, abbronzato e coperto di polvere, il corpo ridotto un'ombra, le labbra serrate come le porte chiuse del suo cuore, gli occhi scintillanti come il lume di una lucciola in cerca del compagno.
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.Avanti a lui rumoreggiava l'immenso oceano. Le onde garrule parlavano instancabili di tesori nascosti, burlandosi dell'ignoranza che non conosce il loro segreto. Forse a lui non restava neppure l'ultima speranza, ma non voleva riposarsi, perchè la ricerca era divenuta il fine della sua vita.
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.Al pari dell'oceano che alza le braccia al Cielo per raggiungere l'impossibile, al pari delle stelle che girano in cerchio, cercando una meta inafferrabile, sulla spiaggia solitaria il pazzo, coi capelli arruffati e pieni di polvere, vagava in cerca della pietra di paragone.
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.Un giorno il ragazzo d'un villaggio gli si accostò e gli chiese:"Dimmi, dove hai trovato la catena d'oro che porti intorno alla vita?"
.Il pazzo trasalì -la catena che una volta era di ferro, era diventata proprio d'oro; non sognava, ma non poteva dire quando il cambiamento era avvenuto. Si colpì la fronte con violenza, -dove, oh dove, senza saperlo, aveva raggiunto la meta?
.Aveva fatta l'abitudine di raccogliere pietre e di toccar con esse la catena, ma le gettava via senza osservare se avvenisse il cambiamento; così il pazzo aveva trovata e perduta la pietra di paragone.
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.Il sole tramontava a occidente, il cielo era dorato.
.Il pazzo ritornò sui propri passi per cercare nuovamente il tesoro perduto, ma con le forze stremate, il corpo ricurvo, il cuore nella polvere, come un albero sradicato.
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.(Rabindranath Tagore)

9 commenti:

embè ha detto...

Perchè corri così come una matta?
Il post di ieri è durato poche ore. Non lasci il tempo di riflettere. Ottoflash ti aveva scritto un bellissimo commento. Hai fatto in tempo almeno a leggerlo?
Perchè corri così come una matta?
E' sicuro che va tutto bene?

cazzandra ha detto...

Questa è per me una delle più belle cose di Tagore. Come hai fatto a ripescarla?
E' sicuramente la storia di un amore perduto. Sai che Tagore ha vissuto un amore impossibile. Amava, riamato, la sorella di sua moglie. Lei alla fine si è suicidata e lui ha scritto solo per lei, continuando a rimpiangerla tutta la vita.
Ma tu, Ueuè, datti una bella regolata. Tutti noi ti amiamo moltissimo.

Anonimo ha detto...

Io credo che la nostra vita sia fatta anche di compromessi, quando veniamo messi con le spalle al muro.
Volerla assolutizzare è un atto di superbia.
Dobbiamo accettare con umiltà anche le nostre debolezze umane. Infliggersi la sevizia non giova a nessuno. A meno che uno non intenda Dio come un sadico cui piaccia vederci soffrire. Il che sarebbe una distorsione. Meglio allora un ateo.

jolly ha detto...

Sì, può avvenire nella vita un incontro che abbia il potere di trasmutarci e rivoluzionare il nostro essere. Devo dire però che è molto difficile non distrarsi e permanere tenacemente sino a che l'opera sia compiuta oltre lo spaziotempo. Ed è questo che ci rende miserabilmente ignavi.

vabbè ha detto...

Mi ritrovo pienamente con quanto mi hai scritto. Ed è questa coerenza che mi dà fiducia.
Un bacio grande

miro ha detto...

Spero di non peccare di presunzione se dichiaro che credo d'esserci riuscito

brando minervini ha detto...

Con queste pesche miracolose Lei è impagabile.

Ueuè ha detto...

@ embè, sì, ho letto il commento di ottoflash, come puoi pensare che non legga i vostri commenti che vivificano il mio blog?
Corro come una matta, dici? Forse hai ragione, mi devo un po' calmare non c'è alcun motivo di correre. Va tutto bene, stai tranquilla.
@cazzandra, conosco la vita di Tagore, ma forse senza quella morte non avrebbe raggiunto le sue vette. Provo compassione anche per la moglie però, che ha vinto a prezzo di un così grande sacrificio
per ottenere poi soltanto un uomo a metà. Ciò che resta, come sempre accade, è l'opera d'arte.
Devo darmi una regolata, dici?
E perchè mai?
@ anonimo, anche io credo che non giovi infliggersi sevizie, ed anche se non amo i compromessi, riconosco la loro necessità.
@ jolly, ignavi, sì, purtroppo, ma per fortuna non sempre.
@ vabbè, non posso che esserne felice.
@ Se tu lo credi, miro, non può essere che vero.
@ brando minervini, forse il segreto di una buona pesca sta nell'esca che usiamo.

jean lezard ha detto...

Magnifico il Tagore, ma è Lei, Lei che vorrei leggere sempre.