domenica, novembre 12, 2006

NAPOLI CHE MUORE (7)


Parte di Napoli è situata nella collina tufacea che è stata scavata per costruire gli edifici. Ed è frequente la presenza di un ascensore, chiuso nella roccia, condiviso da due condominii con due regolari portieri, che conduce dal palazzo a livello stradale ad uno sovrastante. Ciò costituisce un vero problema per chi soffre di claustrofobia, perchè l'alternativa è un lungo percorso in salita di gallerie sotterranee che ricordano i ricoveri antiaerei della seconda guerra mondiale.
Il posto di portiere del fabbricato A, quello a fronte strada, Pasqualino l'aveva ottenuto tramite il dr.Porcelli che ne aveva caldeggiatio l'assunzione in assemblea condominiale. In cambio Pasqualino si era impegnato a mandargli la moglie a casa "per fargli i servizi", oscura espressione che prevede di tutto.
Dopo essersi studiato il contratto di lavoro della categoria e il regolamento di condominio, Pasqualino aveva deciso di accettare il previsto alloggio retrostante la guardiola, di fianco all'ascensore.In questa umida e ombrosa minicasa, costituita da una camera con bagno, ricavati in una grotta, e dal vano cucina abitabile, di due metri per tre, con finestrino a grata che affaccia nell'androne, Pasqualino aveva sistemato alcuni posti letto che fittava agli extracomunitari. Proibito ubriacarsi e fare chiasso, ricevere amici e stendere panni se non nel bagno di un metro per due. Obbligo di sostituirlo nei giorni di permesso o di ferie, e di pulire l'atrio, le scale e i percorsi sotterranei, con relativa rimozione dei rifiuti a mezzo di un carrello e vivo compiacimento degli abitanti del fabbricato B che lo rinfacciavano ogni giorno al loro portiere ritenuto uno scansafatiche. Nonchè promesse di lavoro, con eventuale permesso di soggiorno, attraverso la sua agenzia di collocamento, virtuale, per posti di colf, badanti, elettricisti ed idraulici di pronto soccorso, imbianchini, eccetera.
Con tutta questa organizzazione, Pasqualino non se la passava male. Sua moglie, dopo qualche mese di servizi a casa del dr.Porcelli, aveva aperto un negozietto di detersivi a fronte strada di cui lo stesso era proprietario. Quanto a lui, Pasqualino, figlio unico di madre vedova, aveva l'appartamento di famiglia a Bagnoli e preferiva abitare lì.
S'era fatto amico dei postini e dei corrieri, ben contenti di consegnargli anche le lettere e i pacchi destinati al fabbricato B, ed evitare in tal modo quel famigerato ascensore. E quando passavano i condomini del palazzo sovrastante,
lui faceva le consegne, con relativa mancia, come fosse anche il loro portiere. Oppure sollecitava un extracomunitario, appostato ad hoc nell'androne, a portare le loro borse della spesa o il loro cane a fare pipì.
Ovviamente tutti sapevano e tutti tacevano perchè tutto faceva comodo a tutti.
Qualcuno, è vero, talvolta si era lamentato per l'acuto odore di spezie proveniente dal finestrino della cucina, ma Pasqualino, pronto di parola aveva ribattuto:
"Scusate, ma non sarebbe peggio la pasta e cavolfiore?"
E' accaduto così che una mattina il portiere del fabbricato B, un laureato in legge la cui famiglia aveva dovuto sborsare ventimila euro per fargli ottenere il posto,
quando Pasqualino, che aveva affittato l'appartamento di Bagnoli e sistemato la madre presso parenti, gli ha chiesto se poteva alloggiare a casa sua, ha estratto una pistola e gli ha sparato.

5 commenti:

amedeo ha detto...

io scoprirò chi sei perchè mi stai facendo impazzire. in questa giornata grigia e piovosa sei stato un raggio di sole che mi ha regalato tante risate.vai avanti così che non ti lascio più.

zio Gino ha detto...

scusa ueuè ma tu tieni un veterinario che sta sempre incazzato,un cane che piglia il tuo piede per un albero, certe amicizie proprio strane, chiedi la carità a piazza dei martiri,senti ueuè ma tu vivi a napoli o dentro a un fumetto?
l'ho riscritto in italiano perchè forse non capisci il dialetto

Anonimo ha detto...

L'ultima sceneggiata
Con la morte di Mario Merola va via una parte di Napoli.Quella parte sana che e' conosciuta nel mondo intero ,quella delle cartoline ,della sceneggiata napoletana,quella napoletaneta' che ci invidia il mondo intero
Sono particolarmente commosso dalla gente che e' accorsa al funerale di Mario,e' stato intervistato un'artista,(uno dei pochi che non ha abbandonato la sua citta' per lavoro)che ha espresso un desiderio:vorrei che Mario si svegliasse solo un momento per vedere la gente come lo ama.Vedete queste parole sono ricche di poesia che solo la sensibilita' di un Napoletano puo' dire.Con la morte di Merola affiora di nuovo la parte bella dei Napoletani quella fantasiosa ,poetica,inimitabile che ci caratterizza.
Non ultimo ho assistito attraverso la televisione all'immagine del figlio di Merola che parlava con la foto del defunto quasi a volerlo informare di cosa stava accadendo attorno in quel momento.Una scena che penso e spero fara' il giro del mondo.Perche' e' questa l'immagine di Napoli che deve conoscere il mondo.Spero che Mario sia di esempio a tanti giovani che vogliono ottenere tutto e subito senza sacrifici,una persona che da scaricatore di porto e' diventato immagine di Napoli nel Mondo.Un funerale cosi'non si vedeva dai tempi di Toto'.Spero che la Morte di Merola abbia toccato i cuori anche di quella Napoli borghese che ha sempre snobbato la figura di Mario ,quella borghesia cosi' stupida e inutile che si mostra estranea a quello che non tocca il loro mondo ,un mondo futile e inutile.
Ciao Mario sarai sempre un simbolo per noi Napoletani,anche per chi non ti ha conosciuto.
Alessandro il veterinario

ueuè ha detto...

Sì, caro veterinario, hai ragione. O'zappatore è una sceneggiata arcaica, i figli oggi non si inginocchiano più davanti ai genitori, anzi, li prendono a maleparole. Ma noi napoletani siamo ancora arcaici, e Mario Merola era un cantante arcaico, e arcaico è una parola che mi piace moltissimo, perchè per me significa: ancora capace di commuoversi come accadeva un tempo, come accade ancora oggi a tanti napoletani, senza sentimentalismo, ma con vero sentimento, senza buonismo, ma con bontà. E Mario Merola era uomo di sentimento e di bontà che ha aiutato tanta gente.

cazzandra ha detto...

senti alessandro il veterinario, con tutto il rispetto per mario merola , mi piacerebbe che questa città unica nel suo genere un pò cartolina e un pò pulp fosse riconosciuta non solo per la sceneggiata che è pur piena di poesìa ma anche per tante altre belle cose....ti prego, basta napoli pizza, mandolini e un par de palle!!