lunedì, novembre 05, 2007

NAPOLI CHE MUORE (122): La felicità

da:"Cittadella" di Antoine de Saint-Exupery, ed. Classici Borla Cap.XXX

"...L'uomo voleva ottenere e ha ottenuto. Possiede forse la felicità ora? Ma la felicità era il tentativo per ottenere. Guardate la pianta che forma il fiore. E' forse felice d'aver formato il suo fiore? No, ma è compiuta e non desidera niente se non la morte. Perchè io conosco il desiderio. La sete del lavoro. Il sapore della vittoria. Poi il riposo. Ma nessuno vive di questo riposo perchè non è un nutrimento. Non bisogna confondere il nutrimento con il fine. Il tale ha corso più in fretta e ha vinto. Ma non potrebbe vivere di quella sua corsa vinta... Perchè allora ci si inganna sull'oggetto del desiderio. Tu dici che ciò che insegui incessantemente si allontana incessantemente. E' come se l'albero si lamentasse e dicesse:"Ho formato il mio fiore ed ecco che esso diviene seme e il seme diviene albero e ancora una volta l'albero fiore..."..
...Io ti dico non esiste un'amnistia divina che ti risparmi di divenire. Tu vorresti essere: non sarai che in Dio. Egli ti accoglierà nel suo granaio quando sarai lentamente divenuto e le tue azioni ti avranno plasmato, poichè l'uomo, come vedi, è lento a nascere.
In tal modo gli uomini si sono vuotati poichè hanno creduto di possedere e di ottenere e si sono fermati per strada a godere, come essi dicono, dei loro beni. Lo so bene io, io che sono caduto così spesso nel tranello delle creature, poichè credevo di potermi facilmente impadronire di quella fanciulla che veniva plasmata in qualche contrada straniera e immersa nella perfezione degli aromi. E chiamavo amore questa vertigine. Mi sembrava di dover morire se non avessi saputo ottenerla.
Ed io uomo...improvvisamente, davanti a lei, non sapevo più che cosa fare.
Ed io, solo nel mio terribile deserto, la guardavo dormire, svestita.
Una volta presa, essa non esisteva più. Però capivo il mio errore. Era la corsa che mi interessava ed ero stato pazzo come quel tale che ha riempito la brocca d'acqua e l'ha rinchiusa nell'armadio perchè gli piaceva il canto delle fontane...
Ma se io non ti tocco, ti costruisco come un tempio. E ti fabbrico nella luce. E il tuo silenzio racchiude le campagne. E so amarti oltre me e te. E invento dei cantici per celebrare il tuo impero. E i tuoi occhi, palpebre del mondo, si chiudono. E ti stringo esausta tra le mie braccia, come una città. Tu non sei che un gradino della mia ascesa verso Dio.

Il dolore di uno solamente, te l'ho detto, vale il dolore del mondo. E l'amore di una soltanto, sia pure quello di una sciocca, dona equilibrio alla Via Lattea e alle sue stelle. Ed io ti stringo tra le mie braccia come inversione di rotta della mia nave. Così questa partenza in alto mare: dorso temibile dell'amore...
Perchè io odio ciò che è facile. L'uomo non è veramente uomo se non sa resistere. Altrimenti l'umanità diviene un formicaio ove Dio non è più presente, un'umanità senza lievito. Ecco il miracolo che mi parve di vedere nella mia prigione. Più forte di te, di me, di noi tutti, dei miei carcerieri, dei miei ponti levatoi e dei miei bastioni. Ecco l'enigma che mi tormentava, lo stesso enigma dell'amore, quando tenevo sottomessa quella fanciulla inerme.

Cap.XXXI

...Io so quando una donna non è come una fortezza smantellata o come una barca senza rotta dal cui anello di ferro si possa staccare a proprio piacimento la corda per condurla là dove si vuole, ma un essere meraviglios con le sue leggi di gravitazione interna e i suoi silenzi più maestosi del silenzio dei sistemi stellari.
Così fu la notte del fidanzamento e del condannato a morte. E in quella notte ebbi il sentimento dell'esistenza.

16 commenti:

miro ha detto...

Bellissimo. Non so che farei per avere questo libro. E' meraviglioso!

Ueuè ha detto...

Mandami il tuo recapito sulla mia mail. A Napoli lo compro e te lo invio per corriere.
Sarà un mio piccolo omaggio alla tua scelta di vita

embè ha detto...

Vai su e giù come un elicottero. E io ci sto aggrappata, e quando sali troppo ho sempre paura di cadere giù.
Il post di oggi è magnifico.

jean lezard ha detto...

Merci.

Ueuè ha detto...

Grazie a Lei, Lezard. Non vedo l'ora di leggerLa.
Sarà tra poche ore.

giordano ha detto...

E' davvero bello. Me lo rileggerò tutto.
Sretan put!

darko ha detto...

Sretan put, Ueuè!

Saverio ha detto...

Un'umanità che tornasse a codesti criteri sarebbe salva.
Ma è un'utopia.
Bellissima però, perchè aiuta ad allontanarsi dall'orrore e a riappropriarsi dei propri sogni.

vabbè ha detto...

Tu non vuò fà l'americano, ti vuò fà l'angelo!
E chi t'acchiappa a te!
Perciò ti preferisco con le poesie erotiche, sono più adatte a noi poveri mortali terra terra.

chiara d'andrea ha detto...

Ho appena comprato il libro. E' stupendo!
Buon viaggio, Ueuè cara.

cazzandra ha detto...

L'ho già comprato anch'io.
Se Saint-Exupery fosse ancora vivo ti darebbe un bacio!

Ueuè ha detto...

Magari!

miro ha detto...

Sei troppo cara. Ti ringrazio tanto. Che posso fare io per te?

Ueuè ha detto...

Pensami con affetto, Miro.
"I pensieri sono cose", l'ha scritto Wittgenstein, il filosofo, non quello del blog. Bacioni.

branko ha detto...

Opet, opet, opet...

Oby ha detto...

Anche io apprezzo quando ci fornisci queste opere letterarie, che io assolutamente non conoscevo...come tutte del resto :D