mercoledì, novembre 07, 2007

NAPOLI CHE MUORE (124) La seduzione

da:"Della seduzione" di Jean Baudrillard, ed.Biblioteca Cappelli

Il femminile non è soltanto seduzione, è anche sfida al maschile a essere il sesso, ad assumersi il monopolio del sesso e del godimento, sfida a portare fino in fondo la propria egemonia e ad esercitarla fino a morirne.Non potendo accettarla, la fallocrazia oggi crolla rovinosamente proprio sotto la spinta di questa sfida, che ha continuato a tormentarla incessantemente lungo tutta la storia sessuale della nostra cultura. E' possibile che contemporaneamente crolli anche tutta la nostra concezione della sessualità, costruitasi attorno alla funzione fallica e alla definizione positiva del sesso. Ogni forma positiva si adatta e convive benissimo con la forma negativa corrispondente, ma non ha scampo di fronte alla sfida mortale della forma reversibile. Ogni struttura si adatta e assorbe l'inversione o la sovversione, ma non la reversione dei suoi termini. Questa forma reversibile è quella della seduzione.
(...) E' quello che traspare nel gioco più banale della seduzione: mi ritraggo, non mi farai godere, sono io che ti farò giocare e che ti sottrarrò al tuo godimento. Gioco mobile, di cui è falso supporre che sia solo strategia sessuale. Strategia di spostamento, piuttosto (se-ducere: trarre in disparte, far deviare dalla propria strada), confusione sviante della verità del sesso: giocare non è godere. C'è in questo una specie di sovranità della seduzione, che è una passione e un gioco dell'ordine del segno; e a lungo andare è lei a vincere, perchè è un ordine reversibile e indeterminato.
Il prestigio della seduzione è superiore alla consolazione cristiana del godimento. Ci vogliono far credere che si tratti di un fine naturale -e molti impazziscono perchè non riescono a raggiungerlo. Ma amare non ha niente in comune con una pulsione, se non nel modello libidico della nostra cultura -amare è una sfida e una posta in gioco: sfida all'altro ad amare a sua volta. Essere sedotti è sfidare l'altro a esserlo (non esiste argomentazione più sottile di quella in cui si accusa una donna di essere incapace di venir sedotta). La perversione, sotto questo aspetto, assume un altro significato: far finta di essere sedotti, senza esserlo, e restando incapaci di esserlo.
La legge della seduzione è innanzi tutto quella di uno scambio rituale ininterrotto, un gioco al rialzo in cui i giochi di chi seduce e di chi è sedotto non sono mai definiti, poichè resta indecifrabile la linea di demarcazione che dovrebbe designare la vittoria dell'uno e la disfatta dell'altro. E a questa sfida non c'è limite: sfida all'altro a lasciarsi sedurre ancora di più o ad amare più di quanto sia amato, pena la morte. Al contrario, il sessuale ha un fine prossimo e banale: il godimento, forma immediata di compimento del desiderio.
(...) Il trompe-l'oeil toglie una dimensione allo spazio reale: questa la sua seduzione.
La pornografia, al contrario, aggiunge una dimensione allo spazio del sesso, lo rende più reale del reale -e questo la priva di seduzione.(...)
L'iperrealismo non è il surrealismo, è una visione che conduce una caccia spietata contro la seduzione a forza di visibilità. Vi si "da di più". (...) Repressione assoluta: dandovi un po' troppo, vi amputano del tutto.
Tutto ciò che è nascostoe gode ancora dell'interdetto sarà dissotterrato, restituito alla parola e all'evidenza. Il reale cresce, il reale dilaga, un giorno tutto l'universo sarà reale, e quando il reale sarà universale, sarà la morte.

Il segreto e la sfida
Ilsegreto.
Qualità seduttrice, iniziatica, di qualcosa che non può esseredetto perchè non ha senso, qualcosa di non detto e che pure circola. Così conosco il segreto dell'altro ma non lo dico, e lui sa che io so, ma non sollevo il velo: l'intensità tra i due non è altro che questo segreto del segreto. Una complicità che non ha nulla a che fare con un'informazione tenuta nascosta. D'altronde se pure i due partner volessero svelare il segreto, non potrebbero farlo, perchè non c'è niente da dire...Tutto quello che può essere rivelato passa a lato del segreto: non è un significato nascosto, non è la chiave di qualcosa; circola e passa attraverso tutto ciò che può essere detto, come la seduzione corre sotto l'oscenità della parola -è il contrario della comunicazione, eppure lo si condivide. Detiene il suo potere al solo prezzo di non essere detto, proprio come la seduzione opera solo per il fatto di non essere mai detta e mai voluta.

Sfida e seduzione sono infinitamente vicine. Eppure c'è forse una differenza, e cioè il fatto che la sfida consiste nel portare l'altro su un terreno vantaggioso per voi, come lo sarà anche per lui, in vista di un gioco al rialzo illimitato; la strategia (?) della seduzione, invece, consiste nel portare l'altro sul terreno della vostra disfatta, che sarà anche la sua. Disfatta calcolata, disfatta incalcolabile: sfida all'altro a lasciarvisi cadere. (...) Sedurre significa rendere fragili. Sedurre significa venir meno. Seduciamo con la nostra fragilità, e mai con poteri o segni forti. La potenza della seduzione sta proprio nel fatto che in essa mettiamo in gioco la nostra fragilità. Seduciamo con la nostra morte, con la nostra vulnerabilità, con il vuoto che incombe su di noi. Il segreto è saper "trattare" questa morte in mancanza dello sguardo, in mancanza del gesto, in mancanza del sapere, in mancanza del senso.(...)
C'è qualcosa di impersonale in ogni processo di seduzione, come in ogni crimine, qualcosa di rituale, di sovrasoggettivo e sovrasensuale -del seduttore come della sua vittima -è solo il riflesso inconscio. Esercizio rituale di una forma, in cui i soggetti si consumano. L'insieme assume, allora, allo stesso tempo, la forma estetica di un'opera d'arte e la forma rituale di un crimine.

14 commenti:

miro ha detto...

La forma rituale di un crimine non mi va bene.

Ueuè ha detto...

Ma va inteso in senso lato, Miro, vale a dire in senso simbolico e poetico. In questi termini, sia il rituale che il crimine sono esatti, perchè si tratta della soppressione del calcolo raziocinante e del senso comune.
La seduzione è leggerezza del proprio mistero.
(per chi vuole ed è in grado di capirlo!)

embè ha detto...

Stupendo e indispensabile. Me lo compro subito. Grazieee!

jean lezard ha detto...

Ueuè, Lei è nel giusto, ma non dice tutto:
"...E dal punto di vista del sacrificio, tra la seduzione femminile e la strategia del seduttore non c'è differenza: si tratta sempre della morte e del rapimento mentale dell'altro: ammaliarlo, "rapirlo" e rapire la sua potenza. E' sempre la storia di un assassinio, o piuttosto, di un'immolazione estetica e sacrificale, poichè, come dice Kierkegaard, tutto accade sempre a livello dello spirito". J.B.

Ueuè ha detto...

Come ha ragione, Lezard, è stata grave omissione, la mia, perchè sono cattiva maestra e dò sempre tutto per scontato, anzichè indicare con precisione, pazienza ed umiltà!
Kierkegaard, se faccio in tempo, è per domani.
Grazie per il suo libro. Le farò sapere.

cazzandra ha detto...

Per me la seduzione non può prescindere dalla vicinanza, non può essere sovracorporale, visto che si avvale della percezione sensoriale. E purtroppo è destinata a seguire una parabola -cito a proposito il tuo post, mi pare d'agosto:il ciclo del desiderio- che conduce ineluttabilmente alla fine di un percorso che si conclude con la consumazione, e quindi alla morte dell'altro nella considerazione di chi ha sedotto. Questo, e soltanto questo, purtroppo è vero.

Ueuè ha detto...

Cazzandra, questa è una concezione materialista della seduzione. Alla fine del post che graziosamente hai citato, io parlavo di "fusione", ricordi?
E Baudrillard, che con questo suo libro mi ha sedotta, senza bisogno di vicinanze corporali, lo dice chiaramente:"...Vicenda a cui assistiamo oggi: erosione lenta di tutte le strutture polari contemporaneamente, verso un universo che sta per perdere persino la rilevanza del senso. Disinvestito, disincantato, sconsacrato: è finito il mondo come volontà e rappresentazione.
Ma questa neutralizzazione non è seducente. La seduzione è piuttosto qualcosa che fa precipitare i poli l'uno verso l'altro, [senza possibilità di scampo, direi] li riunisce nel loro momento massimo di energia e di fascino, e non ciò che li confonde nel loro momento minimo di intensità.
La seduzione non è mai lineare, e, nè porta maschere (questa è la seduzione volgare) - è OBLIQUA.

cazzandra ha detto...

Obliqua come qualcuno ha definito te in questo blog, insomma.

Ueuè ha detto...

Cazzandra, rispetto le tue opinioni, anche se non le condivido nel loro riduzionismo. Ma non intendo entrare nel personale, diversamente darei ragione a chi ha ingiustamente accusato questo blog di autoreferenzialità. E ribadisco che la tua idea della seduzione è di netta impronta materialista.
Io credo appassionatamente nella trascendenza, nella possibilità di sedursi senza vicinanza corporea, lasciando libera di agire da sola, senza concorso della nostra volontà strategica, la forza animica di cui disponiamo e che, sì, è sempre indiretta ed obliqua, rispetto al nostro sistema cerebrale.
Mantieniti forte adesso: si può anche pregare per questo.

brando minervini ha detto...

Ueuè, condivido totalmente le sue convinzioni. Anch'io ho pregato, una volta, per questo, e Dio mi ha donato l'amore più bello e più puro della mia vita. L'unico. Che nemmeno la morte ha potuto estinguere. Sapesse come e quanto la ringrazio!

vabbè ha detto...

Com'è che sei così assidua nelle tue risposte questa volta?
Solo evidenza, nulla di personale.

Ueuè ha detto...

Perchè per quanti sforzi possiamo fare per non incorrere nelle accuse che ci sono state rivolte, nessuno può mai prescindere del tutto da se stesso, nemmeno chi accusa, ed è normale.
E l'argomento di questo post mi coinvolge troppo, sul piano personale, e rispondere a tutti i commenti mi aiuta a dissipare molti equivoci, anche verso me stessa.
La seduzione è sen'altro una sfida, ma se non le consentiamo di abortire, conduce all'amore inestinguibile. Vale a dire che ci rende degni del seno di Dio. Nel quale tu però non credi, e quindi...

giordano ha detto...

Provo un'immensa gratitudine per il fatto di poter capire le tue parole che mi aiutano anche a capire Baudrillard.
Vox clamans in deserto: ma il deserto è abitato da dormienti che possono svegliarsi.
Grazie cara, cara Ueuè.

miro ha detto...

Sì, adesso ho capito. E non posso che condividere.