giovedì, novembre 15, 2007

NAPOLI CHE MUORE (132): Fantavita.

Io adoro l'arguzia, insieme alla satira, all'ironia e all'umorismo che si sono trasformati in un calderone di gratuite volgarità. Perciò bisogna andare a pescare nel passato, per ritrovare questi valori ormai moribondi. Ed io ho rispolverato un vecchio libro, dono di mio fratello, dal quale ho raccolto questo stralcio che sembra estrapolato da un racconto umoristico di fantascienza, e m'ha lasciato dentro tenera nostalgia di ciò che non fatto in tempo a conoscere.



da:"Fiori per io" di Gianna Preda, ed. Sperling & Kupfer



"Le prime intuizioni sui tanti misteri del sesso le ebbi quando il confessore del collegio mi fece certe insistenti e particolareggiate domande, che sembravano un vero e proprio interrogatorio, sui miei pensieri, sulle mie eventuali azioni e anche sull'uso che facevo delle mie mani, vuoi sul mio corpo vuoi su quello di qualche compagna. Io, difatti, avevo sentito la necessità, perchè in quel tribunale segreto non si poteva mentire, di confessare quel bacio a tradimento, sebbene mi avesse dato un po' di voltastomaco. Purtroppo non riuscii a spiegare bene la mia ripulsa, tant'è che il confessore si convinse che io dovevo aver tratto, da quell'esperienza improvvisa e imprevedibile, un qualche piacere. Così da dietro la fitta grata mi arrivarono sventagliate di duri ammonimenti contro gli atti impuri e contro le tentazioni della carne.

A proposito di carne, io ero allora impegnata a risolvere un altro mistero: quello della carne di pollo. Il pennuto, difatti, faceva parte dei cibi delle feste comandate, insieme con dolciumi informi, ma buonissimi. Senonchè, in tutti i pranzi festivi, ad ogni educanda, ed eravamo più di cinquanta, toccava il cosiddetto "boccone del prete": mai che a qualcuno capitasse una coscia, un mezzo petto o un'anca. Per noi, i polli arrosto che mangiavamo, erano strane creature tutto culo, anche se questo veniva reputato una prelibatezza dai preti, per motivi oscurissimi. Comunque, a conti fatti, arrivai alla conclusione che tutte le parti obiettivamente migliori di quei polli venivano ingurgitate di nascosto dalle suore e dai preti, ma quando mi feci portavoce delle proteste delle mie compagne, ormai nauseate da tanti culi di pollo, il menu delle feste venne cambiato prontamente e, anzi, a nessuna toccò più il "boccone del prete".

Questo, dunque, era allora il mio problema della carne; ma non riuscii a convincere il confessore della mia indifferenza per gli atti impuri, che mi parvero persino insensati quando mi resi conto, dalle sue domande specifiche, come avrei potuto peccare con le mani o con la bocca.

L'ignoranza sugli enigmi sessuali non limitava però la nostra immaginazione e il nostro gusto di vivere, sia pure in cattività. Eravamo innocenti, curiose, contente, incazzate e sprovvedute. Molte di noi, e io ero fra quelle, non sapevano nemmeno che cosa fossero le mestruazioni o "il ciclo". Per tre di noi, tuttavia, questa inconsapevolezza si trasformò in dramma la mattina in cui io, Lucia Massani e Rosanna Pezzi ci svegliammo in un mare di sangue. Io ero convinta che, nottetempo, un qualche malvagio folletto mi avesse scannata, e reagii a quella mutazione fisiologica con tante urla che le suore mandarono a chiamare i miei genitori. Mio padre, che era pudico, non mi guardò in faccia. Era in preda a un disagio profondo come se si vergognasse di me o per me. Mia madre invece prese il toro per le corna e con voce tesa mi disse:

"Non è niente. Vuol dire che sei diventata donna e da ora in poi potrai mettere al mondo dei figli".

Piombai in una confusione di idee ancora più fitta e trassi da quella succinta informazione congetture tanto ingarbugliate che in quella stessa estate, durante la villeggiatura a Riccione, quando un ragazzo di pelo rosso, con il pretesto di insegnarmi a nuotare, mi abbracciò e mi baciò convulsamente in acqua, io credetti d'essere rimasta incinta".

20 commenti:

embè ha detto...

Non sono riuscita a connettermi da casa. Questo post è una delizia!
Forse le nostre nonne erano più felici di noi. Per loro la vita era tutta da scoprire come un puzzle.

natalia ha detto...

vorresti mica buttare dalla finestra tutte le battaglie sostenute per emanciparci?

Anonimo ha detto...

Gianna Preda, puah, il corrispettivo fascista della fallaci!

giordano ha detto...

Condivido la nostalgia di qualcosa che nemmeno io ho fatto in tempo a vivere.
Qui, nella mia terra, siamo in attesa della feccia che ci travolgerà.
Sei pulita, Ueuè, perciò ti vogliamo tutti bene.

miro ha detto...

Tenerissimo questo post.
Però adesso vorrei qualcosa di tuo. E' possibile?

VitoBarese ha detto...

Ave...
Anche tu non scherzi con i mazzi di violette profumate...
Ed è per queste violette che dobbiamo cercare di non smettere di lottare per cambiare in meglio.
PS:Mi fa piacere tu abbia apprezzato, ci tengo molto alla tua opinione.

darko ha detto...

Stassera chiedo permeso per baccio!

guglielmetti ha detto...

Stai diventando un don giovanni in gonnella!
Sono gelosissimo!

Ueuè ha detto...

Una donna così, che si scopre con te, a letto e nella vita. Secondo me è tutto quello che gli uomini, quelli veri, vogliono.
Ma mi posso anche sbagliare.

guglielmetti ha detto...

No, che non ti sbagli, perciò mi fai incazzare!

vabbè ha detto...

Ebbene,sì,dichiariamolo!
Tutti vorremmo un'inesperta che si trasforma in etera tra le nostre braccia soltanto per noi!

Natalia ha detto...

Poveri scemi!

cazzandra ha detto...

Povere sceme voi che non avete capito niente del sesso e dell'amore!

miro ha detto...

Quando ci si ama davvero, e non ci si può unire, ci si può amare anche nella rinuncia al rapporto carnale.

Natalia ha detto...

Siii?
E uno poi che fa? Si fa le pippe o va con le altre?
Bell'amore davvero!

miro ha detto...

Temo che tu non sia in grado di capire. Forse per questo sei così aggressiva.

cazzandra ha detto...

Aggressiva e anche moralista, molto a modo suo, direi.

Ueuè ha detto...

Fermiamoci, per favore. Non possiamo andare oltre. Detesto le oscenità. E non mi piace eliminare i commenti.
Lasciamo al loro posto le ideologie
E parliamo d'amore.
E per amore si può fare tutto. Tutto, capito?

jean lezard ha detto...

Sono d'accordo con lei.
C'è un punto in cui alcune parole uccidono il senso.
L'intimità deve restare inviolata e indefinibile.

embè ha detto...

Per me condividere le tue emozioni e il tuo pensiero è come mettersi al riparo di tutto lo schifo che ci circonda.