venerdì, ottobre 19, 2007

NAPOLI CHE MUORE (108): Numeri.

Stacchiamo la spina. Lasciamo la letteratura, e prendiamoci una pausa di quel gelo che solo i numeri sanno darci, tanto per rinfrescarci un po'.
Parliamo dei morti ammazzati sulle strade da gente per lo più drogata e imbottita di alcoolici.
Ne abbiamo già parlato a suo tempo, ma adesso prendiamo in esame soltanto i numeri. Non per la loro valenza numerica in sè, ma per quello che suggeriscono quando diventano tabelle di costi di morti e di feriti. Somigliano un po' a quelle delle assicurazioni sulla vita, ma lì ci sono ancora almeno due vivi: uno che firma grattandosi le palle, e un altro che sospira soddisfatto e ripone il contratto nella cartella.
Qui di vivi ci sono soltanto i feriti, 313.727 per il 2005, secondo gli ultimi Aci-Istat, con un costo individuale che può arrivare sino a 40.000 euro a cranio, a seconda delle gravità delle lesioni.
E i morti? Ah, quelli? Sono 5.426. E non parliamo di quanto ci vengano a costare!
Pensate che il costo sociale medio per ciascuno è pari a 1.281.778 euro, tenuto conto della mancata produzione, dei costi sanitari e pubblici, del risarcimento del danno morale agli eredi.
Morale della morale?: i costi legati all'infortunistica stradale sono stimati in 15 miliardi di euro.
Inseriamo questi numeri in una tabella:

Numeri di morti 5.426=
Numeri di feriti 313.727=
Numeri di incidenti
stradali in un anno 225.078=
Numeri di costo medio
in euro per ogni morto 1.281.778=
Numeri di costo medio
in euro per ogni ferito 40.000=
Costi sociali legati
all'infortunistica
stradale 15.000.000=

A questo punto tutte queste cifre sono i risultati di ricerche statistiche, possono interessare chi si occupa di bilanci, ma del dolore di chi ha sofferto chi se ne occupa? Ci pensiamo al dolore di tutti questi morti e feriti, familiari ed affini, quando li scriviamo o li leggiamo questi numeri?
Ci viene mai di fare silenzio per un attimo da dedicare a chi ha tanto sofferto per l'imbecillità altrui? O non ci pensiamo perchè i numeri sono i simboli dei costi economici e non esistono quelli del dolore?

E adesso riattacchiamo la spina, fanculo ai numeri, lasciamo fluire musica, ritmo e parole, scaldiamoci al tepore della poesia, abbracciati a tutti i morti e feriti danziamo tutti insieme.

13 commenti:

chiara d'andrea ha detto...

Hai un modo tutto particolare di vedere le cose, particolare ma giusto.Sì, balliamo tutti insieme!

embè ha detto...

Mi associo. Che bell'immagine hai avuto!

guglielmetti ha detto...

E perchè solo quelli del 2005?
Mettiamoceli tutti!
Che ce ne sono anche di miei!
Ciao malandrina.

cazzandra ha detto...

Mi associo alla danza!

vabbè ha detto...

Le cifre pagano, ma senza consolare.
Mi unisco alla danza!

branko1960 ha detto...

Tu vero poeta.

Anonimo ha detto...

Sì, però senza girotondi!

miro ha detto...

Ma che bell'idea, così potremmo diventare milioni!

antonio melandri ha detto...

Grazie. Sono il padre di una delle vittime.

Ueuè ha detto...

Immensamente grazie a Lei, signor Melandri.

branko60 ha detto...

ne bacaj bisere pred svinje

giordano ha detto...

Bellissima idea.
C'è sorpresa

Oby ha detto...

Premettos cusandomi pre eventual erori di batttitura, ma sto scrivenfo don una mano sullepalle.

Ok torniamo seri, malinconicamente mi aggiungo alla danza e realizzo anche con apprensione che c'é davvero gente su queste cifre ci lavora e ci si confronta ogni giorno. Purtoppo chi modifica queste cifre ha ben altri motivi per essere malinconico.