sabato, ottobre 27, 2007

NAPOLI CHE MUORE (118): Lezioni d'amore.

da:"Lezioni d'amore" di Alain De Botton, ed. Guanda.


La natura di una maledizione è che la persona costretta a subirla ne ignora l'esistenza, è un codice segreto dentro ogni individuo, che si sviluppa nel corso di una vita, incapace tuttavia di trovare un'articolazione preventiva. Edipo è avvertito dall'oracolo che ucciderà suo padre e sposerà sua madre, ma la consapevolezza degli avvenimenti futuri non è sufficiente, si limita ad allertare l"io", non è in grado di disinnescare la maledizione codificata. Per scongiurare la predizione dell'oracolo, Edipo è cacciato di casa, ma va a finire ugualmente che sposa Giocasta: per lui, non da lui, è scritta la sua storia. Egli ne conosce il possibile esito, ne avverte i pericoli, eppure non può cambiarla...


Io però da quale malvagio destino ero segnato? Soltanto dalla mia impossibilità a dar vita a relazioni felici, la disgrazia più grande che possa toccare nella società moderna. Bandito dal boschetto ombroso dell'amore, ero costretto a vagare per la terra fino al giorno della mia morte, incapace di rimuovere quella condizione morbosa che induceva a scappar via da me coloro che amavo. Cercai un nome per questo male, lo trovai nella descrizione psicanalitica di coazione a ripetere, definita come:

...processo incoercibile e di origine inconscia, con cui il soggetto si pone attivamente in situazioni penose, ripetendo così vecchie esperienze senza ricordarsi del prototipo e con invece l'impressione molto viva che si tratti di qualcosa che è pienamente motivato nella situazione attuale. (J.Laplanche, J,-B. Pontalis, Enciclopedia della psicoanalisi, Bari, Laterza 1968.(NdT).


L'aspetto confortante della psicanalisi (se è lecito parlare in termini tanto ottimistici) è la quantità di significati che attribuisce al mondo in cui viviamo. Nessuna scuola di pensiero è più lontana dal concetto che il nostro mondo sia un'invenzione senza senso (anche negare significato è carico di significati). Il significato però non è mai lieve: il lessico dello psico-fatalista ha sottilmente sostituito le parole e poi con con la parola affinchè, con ciò identificando un paralizzante legame causale. Io avevo amato Chloe e poi lei mi aveva lasciato. Io amavo Chloe affinchè lei mi lasciasse. Il doloroso racconto del mio amore era un palinsesto, sotto cui era stata scritta un'altra storia. Sepolto nell'inconscio, un modello era stato forgiato, nei primi mesi o anni. Il bambino aveva respinto la madre, o la madre aveva lasciato il bambino, e ora il bambino/uomo ricreava il medesimo scenario, diversi gli attori ma identica la trama, Chloe dentro i vestiti indossati da un'altra. Perchè avevo scelto lei? Non era per la forma del suo sorriso o la vivacità della sua mente. Era perchè l'inconscio, direttore di scena del dramma interiore, riconosceva in lei un temperamento adatto al ruolo del copione madre/bambino, qualcuno che, con la sua tempestiva uscita di scena, con il necessario naufragio e dolore, avrebbe vincolato il drammaturgo.
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A questo punto occorre una riflessione di ordine pratico per le donne. Prima di iniziare una storia con un uomo informatevi bene sui rapporti che intercorrono tra lui e sua madre. Inducetelo a parlarne, così, come se niente fosse, magari nel corso di una buona cenetta a lume di candela che avrete preparato ad hoc. Se durante la narrazione scoprirete che ne è perdutamente innamorato e dipendente, congedatelo con garbo perchè a letto sarà una schiappa. Se al contrario vi rivelerà un rifiuto e una repulsione verso la figura materna, allora ponetevi a rischio, perchè potreste andare incontro ad una notte d'amore incandescente, ma soltanto se rientrate nel prototipo, e soltanto per una notte, perchè dopo essersi scalmanato nelle sue prestazioni incestuose, cercherà di farvi fuori con una scusa o un'altra, ciò che, se avete un po' di cervello, vi spingerà a svignarvela a gambe levate.
Ma se scoprite che l'uomo in questione ha un rapporto equilibrato con la propria madre, fatto d'amore, di devozione, di rispetto e di responsabilità, allora fate i salti mortali per non farvelo sfuggire, perchè vi trovate innanzi ad un individuo rarissimo. E con ciò intendo: UN VERO UOMO.

Ueuè

15 commenti:

embè ha detto...

Perchè non ce ne ricordiamo mai, al momento opportuno, di questo benedetto problema edipico?
Eppure il tuo consiglio è validissimo.
Tutti i tuoi consigni, devo dire.
Oggi mi sento veramente un fiore.

Ueuè ha detto...

Mi fa un sacco piacere.
Anche perchè anch'io.

emanuele ha detto...

Io non credo al destino. Credo alla volontà. Credo che un uomo dotato di palle possa sottrarsi a tutto questo.

Ueuè ha detto...

Lo credo anch'io, ma soltanto in teoria.

jean lezard ha detto...

Ottimo questo Alain De Botton. Meglio di tutto il suo "Il piacere di soffrire" e "Le consolazioni della filosofia", ma sono convinto che questa nostra Ueuè già li conosca.
Ritengo tuttavia l'avvertimento alle donne del tutto inutile, in quanto questi meravigliosi esseri si nutrono principalmente di emozioni dolorose e di romanticismo.
Quando cadono negli abissi del buonismo e del sentimentalismo, quando cioè non sono più capaci di un vero sentimento, cominciano a somigliare agli uomini perdendo tutto il valore della loro femminilità.

cazzandra ha detto...

Però bisognerebbe anche chiedersi se ognuno ha la madre che si merita!

vabbè ha detto...

A me invece è piciuto il taglio sessuale con cui hai individuato i rapporti con i vari tipi.
Mi sembrano proprio esatti.

branko 1960 ha detto...

Hvala. Volim te.

Ueuè ha detto...

Hvala te.
(I don't know declination!)

un gruppo di dissidenti ha detto...

Ma così butti il sesso nel cesso. Sarai mica un agente segreto del Papa?

Ueuè ha detto...

Cari dissidenti che mi seguite da un anno e che vi siete fatti anche un account e poi l'avete eliminato chissà perchè, io non lo butto dove dite voi, il sesso. Il sesso lo ritengo importantissimo, è un modo meraviglioso di comunicare, ma deve appagare e donare gioia, soprattutto dopo, e ad entrambi.
Non amo i chiagnazzari e la tristezza post coitum.
Perciò il sesso inutile, sì, lo butto lì, come per ogni perdita di tempo, di dignità e di valore.

Guglielmetti ha detto...

Senti, lazzarona, ma siete sempre voi donne a produrli certi figli, e se poi vi ritornano con chi ve la volete prendre?

Ueuè ha detto...

Giusta osservazione. E'la guerra eterna. Anche le donne devono imparare.

guglielmetti ha detto...

E dell'amore senza sesso che proclamavi un paio di giorni fa'?

Ueuè ha detto...

Quello è per pochi eletti, richiede evoluzione interiore, e poi, se ti riferisci a Durrell e Vega, quelli lo facevano, eccome, anche se con altri