venerdì, ottobre 05, 2007

NAPOLI CHE MUORE (94): La lettera.

Ho letto sul Corriere della Sera che Daisy, una bassottina, durante una passeggiata col suo padrone sulla spiaggia di Dunwich, nel Suffolk, ha ritrovato un osso di mammut.
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.Ora, a parte tutte le considerazioni che ci sarebbero da fare sul ritrovamento di un reperto appartenuto ad un essere vivente, effettuato da un altro essere vivente milioni d'anni dopo, giunto sino a lui attraverso tutta una serie di cause-effetti , difficili da mettere a punto, ma facilmente supponibili se inserite nello spazio-tempo, non ho potuto fare a meno di ricordare un altro ritrovamento, questa volta effettuato a cura di quel manigoldo del mio cane bassotto Tebaldo, nella mia casa di Napoli.

.M'è venuto incontro, un giorno, con una lettera in bocca, un po' mangiucchiata, che ho dovuto rimettere in ordine con lo scotch, una lettera ancora chiusa e indirizzata a me che non avevo mai visto, una lettera d'amore scritta anni addietro che adesso mi pesava sul cuore molto più di quell'osso di mammut, giunta a me troppo tardi, come se ci avesse messo, appunto, milioni d'anni per raggiungermi e svelarmi una verità che avrebbe potuto rendermi immensamente felice.
E non saprò mai dove quel lazzarone sia andato a scovarla.

12 commenti:

embè ha detto...

Buongiorno, Ueuè. Bellissima l'associazione tra i due ritrovamenti a mezzo dei bassotti.

cazzandra ha detto...

A volte certe lettere è meglio non leggerle

un gruppo di dissidenti ha detto...

Lei balla?
E continua a ballare?
Stia attenta a non prendere uno scivolone con una lettera in mano.

Ueuè ha detto...

@ Dissidenti, ma non siete un po' troppo gratuiti?

un gruppo di dissidenti ha detto...

Nulla è gratuito a questo mondo.

VitoBarese ha detto...

Ave...
Scrivere lettere è una cosa bellissima e che fa molto piacere a chi le riceve.
Se poi chi scrive arde di passione il risultato sarà ancora più bello.

miro ha detto...

Certi eventi che sembrano casuali non lo sono affatto e determinano il nostro destino.

Stefano Calosso ha detto...

Io al tuo post avrei preferito non leggerla...

Ueuè ha detto...

@ Stefano, a parte che non avevo idea di cosa si trattasse, c'è da dire che tra il dire e il fare... e secondo me nemmeno tu ce l'avresti fatta, a meno che anche tu sia un tetragono, ciò che non mi risulta da come scrivi. Telecamere a prescindere.

anna ha detto...

Cara Uèuè, spero abbia capito chi sia...sono Anna, la tua più grande fan che legge questo blog fin da quando è nato..ora finalmente ho modo di scrivere quello che penso...
Penso che la sensibilità con la quale affronti ogni argomento mi stupisce sempre..
Penso che una lettera ritrovata è un regalo del destino, il quale ritorna forse da un passato che non si può cancellare..ma deve essere conosciuto.
Credo che qualsiasi cosa ci sia scritto in quella lettera prima o poi sarebbe venuta comunque fuori, perchè il destino non lascia mai incompiuta la sorte di due cuori...diciamo che Tebaldino ha dato il suo contributo.
Nel salutarti con grande affetto ti auguro un lieto pomeriggio Anna

Ueuè ha detto...

@ Anna, che gioia averti qui.
Finalmente! So che sei sensibilissima, ed io adoro le persone come te. Grazie di cuore.

vbinaghi ha detto...

C'è invece una storia che assomiglia a questa, ma triste. E' raccontata in Blue Valentine, una canzone di Tom Waits. E' un tizio che, dopo che lui e la sua donna si sono lasciati, riceve l'augurio di San Valentino che lei gli aveva spedito in precedenza.
Blue Valentine.